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Articoli TERRA MIA
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«Terra mia», a Porto Cervo un weekend tra musica e danzaARZACHENA. Si chiama "Terra mia" il nuovo spettacolo di danza firmato dal coreografo e
danzatore Claudio Rocco.Un evento di qualità che sarà raccontato dalla voce di cinque giovani cantautori sardi (Maria Giovanna Cherchi, Alessandro Catte, Lucia Budroni, Niko Carta e Carla Denule) e dai passi di danza di cento ballerini della compagnia olbiese "I danzatori dell'isola". Una nuova scommessa per il direttore artistico Claudio Rocco, ma anche per la struttura che la ospiterà: il teatro Le Palme di Liscia Vacca, ovvero l'ex Bagaglino. L'edificio, capace di ospitare 380 spettatori e l'intero complesso dei Giardini di Porto Cervo (all'interno del quale è operativo il ristorante, l'albergo e alcuni negozi), saranno infatti la cornice di "Terra mia-Sa danza e danza", il primo di una lunga serie di eventi distribuiti nel corso dell'anno che daranno ai galluresi la disponibilità di un teatro anche nei mesi invernali. «La nostra scommessa - ha detto Renzo Bongiovanni, proprietario dei Giardini - non è un'operazione di marketing turistico, ma un progetto di valorizzazione e di comunicazione indirizzato alla Gallura e all'intera Sardegna». Il rilancio di questo villaggio, a meno di tre chilometri da Porto Cervo, parte dunque dagli eventi culturali: dopo Terra mia, da gennaio sarà la volta del circuito teatrale del Cedac (realizzato in collaborazione con il comune di Arzachena) e a Pasqua del 2007 di un concorso di danza di livello europeo. «Sarebbe stato più semplice portare danzatori dell'Opera o della Scala - ha detto Rocco -, ma la nostra scommessa è quella di puntare sulla cultura sarda. Da qui una manifestazione basata sulle nostre tradizioni che vedrà conio protagonisti cantautori e ballerini isolani. Questi ultimi interpreteranno i passi dello scottisch, il ballo a tre passi, per arrivare alla danza moderna e contemporanea». «Un'occasione - ha aggiunto l'assessore alla cultura Giovanni Pileri - che inaugura una seconda stagione del turismo in Gallura oltre a quella balneare: quella culturale, nella quale si possono apprezzare al meglio i sapori e i profumi della nostra terra». Serena Lullia Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Giovedì 15 Dicembre 2005) |
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