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NOVA TERRA numero 15 settembre 2005
Per la prima volta in Sardegna un concorso internazionale di danza, alla sua prima edizione all' anfiteatro di Porto Rotondo dal 9 all' 11 settembre. A firmarlo come direttore artistico, il noto ballerino e coreografo televisivo romano, Claudio Rocco, da 15 anni innamorato dell' isola dove ha speso tutte le sue energie nella sua scuola di Olbia per cercare di trasmettere ai giovani l' entusiasmo per la danza, affrontando concorsi sia a livello nazionale che internazionale e vincendo regolarmente importanti riconoscimenti. E lo fa con una tale energia da sempre da risultare il numero uno in tutte le imprese in cui si lancia. L' ultima fatica, dopo "Les Dances", spettacolo di danza che ha registrato il tutto esaurito nelle tre serate a Porto Rotondo a Luglio e la manifestazione "La grande danza a San Pantaleo" di fine Agosto della quale ha curato la direzione artistica riuscendo a portare alcuni dei talenti più prestigiosi della Scala di Milano che hanno incantato la platea, adesso il "Dance Festival 2005". Un' idea maturata nel tempo e realizzata in un concorso di richiamo internazionale "solo al momento opportuno - dice Rocco - tutti mi dicevano di organizzarla ma dovevo trovare il momento giusto e fare una cosa che avesse senso. Mi sono reso conto che conoscevo insegnanti da tutto il mondo e che c'era la volontà comune di organizzare qualcosa". Da qui un concorso internazionale che vedrà la partecipazione di centinaia di ballerini provenienti da tutta Italia e gli insegnanti delle scuole più prestigiose di New York e Londra. Una giuria di esperti, composta da Sergio Iapino, Cristina Bazzolini, Fabrizio Monteverde, Christopher Huggins, Mia Molinari, Maria Zaffiro e Daniele Baldi, giudicherà le esibizioni che nelle tre serate verranno eseguite per le tre categorie: solisti classico e contemporaneo. Tre posizioni di classifica per ogni categoria e nove borse di studio in palio. Il Dance festival è si una sfida per i ballerini, ma soprattutto un ulteriore banco di prova per Rocco:"spero che la gente abbia maturato la giusta sensibilità in questi anni che ho proposto la danza e che venga a fare il tifo. Questo sport è soprattutto una forma d' arte." L'UNIONE SARDA martedì 30 agosto 2005 Dopo 16 anni, a San Pantaleo il fuoco brucia ancora. Nella memoria dei suoi abitanti che nel lontano 28 agosto 1989 videro morire tra le fiamme 13 persone. Nella passione dei ballerini che dal 1990 rievocano quel capitolo buio delle estati in Gallura. Domenica scorsa nella piazzetta del paese la Grande Danza, manifestazione diretta dal coreografo Claudio Rocco, con la partecipazione straordinaria dei ballerini della Scala di Milano coordinati da Michele Vegis. Uno spettacolo in due parti. La prima con la cenerentola di Prokoviev, La Fiamma di Parigi, Le Corsare del compositore Minkus, e il celebre Lago dei cigni. E la seconda con "Il sogno riflesso di Eco", tratto dal Metamorphoseon di Ovidio. Non da meno l' esibizione della compagnia "I danzatori dell' isola" diretta da Claudio Rocco. Un intermezzo di danza moderna in tre momenti, quelli che contraddistinguono gli attimi di una giornata drammatica come quella del 28 agosto a Milmegghju. Il fuoco, interpretato da tre coppie con il volto coperto da una maschera, un' identità sconosciuta, come quella dei piromani. Poi la fuga, secondo atto ripreso da sei ragazze e, infine, la paura, che ha visto sul palco della piazza tutti e dodici i ballerini olbiesi. Come conciliare un evento così tragico con la danza? - essendo espressione del corpo - continua Rocco - è vita, aria, terra e cielo, quindi il contrario della morte. LA NUOVA SARDEGNA venerdì 26 agosto 2005 Nella piccola frazione dell' entroterra olbiese, che a due passi dalla Costa Smeralda rappresenta l' ultimo baluardo della Gallura che fu, molti sentono ancora l' odore acre di quel fumo, di quella cenere, di quei corpi straziati. Lo sentono i familiari delle vittime, i sopravvissuti, i più giovani, che in questi anni hanno sentito i terribili racconti della tragedia. Lo sentono gli anziani del paese che quando ne parlano hanno lo sguardo perso nel vuoto e accentuano le rughe del viso con un' espressione che non si può descrivere. Quest' anno la strage di milmegghju verrà commemorata con due giorni di manifestazioni. Sotto le insegne de "La Grande Danza" sono stati inseriti alcuni appuntamenti. E ieri pomeriggio, proprio nelle splendida cornice della piazzetta del paese è stato presentato il programma delle due giornate, organizzate dall' Associazione culturale di San Pantaleo con il patrocinio del comune di Olbia e l' aiuto di alcuni sponsor privati. La manifestazione, che si avvale della direzione artistica di Claudio Rocco, partirà domani sera alle 20.30 con la proiezione di un cortometraggio relativo alla "Maratona della Danza", antenata dell' attuale kermesse, organizzata nel 1990 per il primo anniversario della tragedia. Nella piazza verrà allestita una mostra fotografica intitolata "ricordi", che racconterà attraverso immagini ed articoli di giornale gli avvenimenti del 28 agosto 1989 e tutte le successive commemorazioni. Verrà inoltre inaugurata la mostra fotografica dell' artista Gianni Polinas, con una serie di installazioni fatte simbolicamente di fili spezzati e riannodati. Nella seconda serata spazio alla danza, con uno spettacolo in cui si esibiranno nove danzatori del corpo di Milano. Tra la prima e la seconda parte si esibirà la compagnia "I Danzatori dell'isola", composta da ragazzi e ragazze di Olbia, che proporranno coreografie tratte dall' ultimo lavoro di Claudio Rocco, "Les Dances". Alle 20, inoltre, nella piazza, verrà officiata una messa in onore delle vittime e una corona di fiori verrà depositata ai piedi della croce che alla periferia del paese,nel luogo scelto come simbolo di quel 28 agosto. -Una manifestazione di questo tipo ha una doppia, importantissima valenza - ha spiegato Gian Piero Palitta, assessore al Turismo del comune d Olbia -. Da un lato la comunità di San Pantaleo e quella dell' intera Gallura vuole commemorare le vittime di quella terribile giornata. Dall' altro mostra così di voler reagire. E lo fa proprio in questo modo: dalle ceneri della tragedia di Milmegghju nasce un importante evento culturale. Così come accadde in occasione dei precedenti anniversari, dal dramma nacque una serie di iniziative culturali e artistiche. Il nostro dovere è quello di rievocare la tragedia per creare nella gente una coscienza di quello che gli incendi rappresentano. Dopo alcune edizioni in qualche modo storiche con la partecipazione persino di Carla Fracci, lo spettacolo di danza era stato organizzato per l' ultima volta nel 2000. Da allora per problemi legati ai finanziamenti, lo spettacolo era rimasto in cantiere: - ripartiamo quest' anno - ha sottolineato Paola Brindano, presidente dell'associazione San Pantaleo-, grazie soprattutto all' amministrazione, degli sponsor, e dell' impegno di tutti coloro che ci hanno dato una mano. La danza classica è completamente assente dagli eventi della Costa Smeralda. Proporre uno spettacolo di alta qualità in un posto come San Pantaleo è sicuramente motivo di grande soddisfazione. Claudio Rocco, direttore artistico dell' evento, ha posto l' accento sull' abbinamento tra una manifestazione di questo tipo e la commemorazione della tragedia: la gente che verrà ad assistere allo spettacolo - ha spiegato - avrà modo di rendersi conto delle dimensioni della tragedia che stravolse questo piccolo centro. Attendiamo risposte non solo dagli abitanti, ma anche da Olbia, Porto Rotondo, dalla Costa Smeralda. Ho scelto un cerino spento come simbolo della mia mostra - ha aggiunto Gianni Polinas -. Non vogliamo enfatizzare niente, ma solo ricordare. Gli incendi non cambiano solo il paesaggio, ma condizionano la vita delle persone, siano esse cittadini residenti o turisti. |
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